Roberto
Cotroneo
recentemente, si sofferma su di un aspetto significativo della storia
contemporanea della fotografia.Una sorta di grande inganno messo in
atto dalle grandi multinazionali che alimentano la grande illusione
di diventare fotografi senza studiare, senza macchina fotografica,
senza idee.
Rivoluzione
culturale, antropologica, industriale, esistenzialista ? O solo
dècadence?
L'inganno
messo in atto dalle grandi multinazionali mira a sostituire il
concetto di bellezza con quello di perfezione tecnica.Tende a
scambiare il potere per il sapere. Il potere di realizzare, grazie
alle nuove tecnonologie, qualcosa di tecnicamente perfetto e
chiamarlo bellezza.
L'argomento
è importante e merita un'analisi più seria che vada oltre le facili
battute da facebook .
Posto
il diritto che tutti hanno a rendersi più felici fotografando i
propri bambini,la fidanzata,il proprio cane o gatto,i fiori,i
tramonti o la pasta e fagioli che stanno mangiando,rimane il diritto
dei fotografi che fanno questo mestiere,nei diversi ambiti, che ci
vivono, che hanno studiato, che hanno fatto gavetta, ad essere
rispettati per il lavoro che fanno professionalmente, contribuendo al
mondo dell'informazione, del commercio o dell'arte, sono dei
professionisti ne più ne meno di un medico , di un avvocato o di un
ingegnere.E bisogna rispettare un professionista ed il suo lavoro
senza confonderlo con qualche cialtrone che intende spacciarsi per
medico, fotografo o avvocato.
Non
si tratta quindi di essere nostalgici o di denigrare chi usa lo
smartphone per fare
foto.Si
tratta di mettere ogni cosa a suo posto.
Se
arriverà un grande fotografo che prendendo in mano uno smartphone
farà cose magnifiche lo applaudiremo con tutto il cuore, esattamente
come è stato fatto quando grandi artisti hanno preso in mano una
polaroid.Ma allo stato attuale stiamo ancora aspettando il primo
Cartier Bresson o il primo Avedon con l'Iphone.
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